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Che l’attività di innovazione vada premiata lo sostiene anche il MISE secondo le ultime disposizioni ministeriali.

Il DM 27 maggio 2015 (Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio) regolamenta il Bonus Ricerca e Sviluppo, ossia il credito d’imposta introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (comma 35, articolo unico, legge 190/2014) in sostituzione di quello previsto dal decreto Destinazione Italia.
Il bonus fiscale è pari al 50% o al 25% per spese di almeno 30mila euro. Nel decreto ministeriale sono definite le attività agevolate (articolo 2), le caratteristiche del credito d’imposta e gli adempimenti a carico delle imprese.

Il credito d’imposta

Possono beneficiare del Bonus Ricerca e Sviluppo le imprese che effettuano investimenti nei periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2014 e al 31 dicembre 2019. Il beneficio si applica solo alla parte incrementale di queste spese rispetto al costo medio sostenuto per le stesse attività nei tre anni precedenti il 2015. Tetto massimo annuale: 5 milioni per beneficiario.
Spesa complessiva per le attività: almeno 30mila euro. Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui sono sostenute le spese e va utilizzato in compensazione.

Attività ammissibili

  • lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  • ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi  o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale;
  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo  scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi, che possono  comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non destinati a uso commerciale, oppure la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare  soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Restano escluse le modifiche ordinarie o periodiche a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando rappresentino miglioramenti.

Misura del credito d’imposta

  • Costi del personale altamente qualificato (dottorato di ricerca, iscrizione a un ciclo di dottorato, laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico) essere dipendente dell’impresa (con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali) o in rapporto di collaborazione, compresi gli esercenti arti e professioni, a condizione che svolga la propria attività presso le strutture aziendali: spese agevolate al 50%;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio in relazione a misura e periodo di utilizzo. Il costo unitario non deve essere inferiore a 2mila euro al netto dell’IVA: agevolazione al 25%;
  • spese per contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, altre imprese (comprese le strat up innovative) che però non possono essere controllate o controllanti, direttamente o indirettamente: agevolazione al 50%;
  • competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne: agevolazione al 25%.

E’ prevista infine la possibilità di inserire fra le spese anche quelle di certificazione contabile, solo nel caso in cui l’impresa non sia soggetta a revisione legale dei conti e non abbia collegio sindacale: tetto massimo di spesa agevolabile a 5.000 euro.

Fonte: Decreto del Ministero delle Finanze 27 maggio 2015